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Tecnica

Frantumasassi e frese combinate per ottimi risultati nel forestale

Specificamente progettate per la manutenzione ordinaria e straordinaria negli ambienti boschivi-forestali, le frantumasassi e le frese forestali combinate sono macchine che oltre a sminuzzare finemente il terreno contestualmente frantumano sassi e trinciano ramaglie, ceppi e radici

di Daniela Lovarelli
luglio-agosto-settembre 2021 | Back

Per la migliore manutenzione del territorio boschivo e forestale è importante poter disporre di macchine che sminuzzano ramaglie, ceppi e radici, ma che sono anche in grado di frantumare contestualmente pietre e sassi, funzioni utili soprattutto dove sia necessario preparare adeguatamente il terreno per una successiva piantumazione di nuove essenze.

La combinazione delle due funzioni (di trinciatura e di frantumazione) risulta oltremodo utile anche in contesti urbani, come ad esempio nei parchi o per la cura del verde pubblico. In tal modo, le due lavorazioni possono essere infatti eseguite in un’unica passata, ottimizzando i tempi di lavoro e i costi.

A causa delle difficili condizioni operative, le frantumasassi e frese combinate sono progettate per svolgere al meglio entrambe le funzioni, e pertanto sono costruite con materiali estremamente resistenti. Gli organi di frantumazione agiscono su pietre e sassi con dimensione tipica (idealmente, il diametro di una sfera) da 10-15 fino a 50 cm in funzione dei modelli, analogamente a quanto avviene per rami, radici e ramaglie, che possono essere trinciati sino a 50 cm di diametro.

La lavorazione particolarmente gravosa di queste macchine si avvale di varie opzioni di azionamento, come ad esempio la selezione del regime in entrata dalla pdp del trattore, ovvero 540 giri/min per la frantumazione di sassi, pietre e per la lavorazione in profondità del terreno, oppure 1000 giri/min per la trinciatura di materiale legnoso e per la fresatura superficiale.

Le frantumasassi sono dotate di controlame interne, regolabili nella loro posizione per consentire di selezionare la pezzatura voluta del materiale in uscita. Anche i carter sono regolabili (tramite cilindri idraulici) per ciò che concerne la loro inclinazione, in modo da gestire il livello di affinamento finale e impostare la direzione di uscita dei materiali di risulta. Non solo i carter, ma per evidenti motivi di sicurezza anche la struttura dell’intera macchina è in acciaio ad alta resistenza, per garantire un’adeguata robustezza agli urti e alle sollecitazioni in genere. 

Gli organi lavoranti sono costituiti da un robusto albero su cui sono inseriti dei massicci martelli frantumatori (in numero variabile in funzione della larghezza di lavoro) in acciaio altoresistenziale, estremamente resistenti sia agli urti che all’usura, grazie a specifici inserti in carburo di tungsteno. I martelli sono di forma rettangolare con angoli smussati, e possono essere incernierati al rotore oppure fissi se flangiati e saldati al rotore.

A causa della richiesta di potenza particolarmente elevata (da 70 a 450 Cv circa), le larghezze di lavoro tipiche sono piuttosto contenute, anche in considerazione delle difficoltà operative, con lavorazioni che si svolgono spesso in spazi angusti e/o su superficie accidentata. La maneggevolezza è quindi un prerequisito irrinunciabile. La maggior parte dei modelli ha infatti larghezze di lavoro comprese tra 1,75 e 2,5 m, ma si può arrivare anche a 3,5 m. Per le medesime ragioni, le velocità di avanzamento sono piuttosto contenute, con un massimo solitamente non superiore a 2 km/h. Pertanto, per garantire un funzionamento adeguato, è richiesto l’accoppiamento con trattori dotati di trasmissione con super-riduttore oppure a variazione continua. Se la quantità di sassi e pietre non è preponderante, la velocità può essere incrementata sino a 5 km/h, sempre combinando la lavorazione superficiale del terreno con la frantumazione dei sassi e/o la trinciatura del materiale legnoso.

Gli ulteriori impieghi di queste macchine sono piuttosto vari, e spaziano in diversi contesti anche non prettamente agricoli: si va dalla creazione di fasce antifuoco (soprattutto in ambito forestale), all’impiego nel frutteto per ridurre la pezzatura dello scheletro, oppure per favorire le coltivazioni in terreni vergini ricchi di scheletro e di residui legnosi, ma anche per realizzare ex-novo o effettuare la manutenzione  straordinaria delle strade bianche e di quelle forestali e trattare le macerie nei cantieri edili.

 

Cosa offre il mercato

Tra le diverse aziende costruttrici presenti sul mercato si trova l’italiana Seppi, che propone diverse soluzioni in funzione dell’obiettivo di impiego. Per le frantumasassi combinate con frese forestali è disponibile a richiesta ADAM, un’originale soluzione di fissaggio della macchina agli angolari della struttura del gancio di traino del trattore, a creare un quadrilatero articolato, in modo da poter far lavorare la macchina con diverse inclinazioni sul terreno, mantenendo comunque angoli di snodo uguali e concorrenti dei due giunti dell’albero cardanico che collega il maschio scanalato del trattore con la presa del moto dell’attrezzatura, facendolo quindi funzionare costantemente nelle migliori condizioni operative.

La trasmissione del moto dalla pdp del trattore al rotore è realizzata con cinghie dentate in gomma “Carbonchain” di ampia larghezza e sezione di elevata resistenza, stabilità e flessibilità, data l’elevata potenza in gioco.

Tra i vari optional disponibili, da segnalare una trasmissione a due velocità, l’albero cardanico implementato con il limitatore di coppia e il rullo compattatore regolato idraulicamente per definire la profondità del lavoro. Infine, qualora il trattore ne sia dotato, alcuni modelli possono funzionare in conformità al protocollo ISOBUS, per una gestione ottimale delle funzionalità dell’attrezzatura.

Anche FAE Group propone una vasta gamma di frantumasassi e trinciatrici forestali, tra cui alcuni modelli combinati ad azionamento idraulico, idonee quindi all’accoppiamento anche con altre unità motrici, diverse dal trattore agricolo; si segnalano, per l’elevata produttività la SFM/PM e la SFH/PM, con larghezze di lavoro fino a 2,5 m circa e capacità di trinciatura di ceppi sino ad un diametro di 55 cm, che però richiedono pressioni idrauliche sino a 415 bar e portate di 530 l/min, prestazioni non (ancora) disponibili sulle motrici agricole.

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