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Primo Piano

La nuova missione della politica agricola comunitaria

Approvato in via definitiva il nuovo testo che guiderà il settore per il periodo 2023-2027. Misure per il sostegno al reddito, ma anche interventi per la sostenibilità ambientale e sociale caratterizzano il documento strategico e rafforzano il modello agricolo europeo

di Paolo De Castro
novembre 2021 | Back

L’Unione europea ha messo il sigillo alla Politica agricola comune che ci accompagnerà dal 2023 al 2027 all’insegna della garanzia di reddito per i produttori, della ecosostenibilità e nel rispetto dei diritti dei lavoratori. Con una serie di misure – e adeguate risorse finanziarie – che potranno avere positivi riflessi anche per il settore della meccanica agricola. Dopo il via libera definitivo in assemblea plenaria al Parlamento Ue, il 23 novembre a Strasburgo, i tre regolamenti base della nuova Pac saranno ora pubblicati sulla Gazzetta ufficiale Ue.

Il 2022, secondo anno del periodo transitorio durante il quale il settore seguirà ancora le vecchie regole della Pac 2013-2020, servirà agli Stati membri per implementare quelle nuove attraverso il Piano strategico nazionale. Un documento che il ministero delle Politiche agricole sta perfezionando per l’Italia in questi giorni e che la Commissione Ue dovrebbe ‘sdoganare’ entro i primi sei mesi dell’anno prossimo. Anche nella futura Pac il sostegno al reddito degli agricoltori rimane una priorità. Sarà accompagnato da misure rafforzate di gestione dei rischi e da maggiori risorse per il supporto dei giovani e per gli aiuti accoppiati per prodotti alle prese con situazioni di mercato meno favorevoli, come pomodori, barbabietole o riso. Altri prodotti simbolo del Made in Italy, dall'ortofrutta, al vino, all'olivo di oliva, continueranno a essere incentivati tramite specifici interventi settoriali. E il sistema delle Indicazioni geografiche e dei consorzi di tutela potrà finalmente gestire l’offerta di prodotto e meglio rispondere alle fluttuazioni di mercato.

Ma la futura Pac punterà anche a dare un forte contributo al raggiungimento degli obiettivi che l’Unione si è posta con il New Green Deal, destinando almeno un quarto degli aiuti diretti ai cosiddetti eco-schemi e almeno il 35% dei fondi per lo Sviluppo rurale a misure ad alto valore ambientale. E qui sarà fondamentale, per non dire determinante, il ruolo delle Regioni che saranno chiamate a gestire in modo oculato le regole e gli aiuti Pac attraverso le misure della Strategia nazionale tarate in base alle caratteristiche del loro territorio.

La lotta ai cambiamenti climatici dovrà del resto procedere di pari passo con l’innovazione e la ricerca. Agricoltori e operatori del settore, da parte loro, dovranno puntare sull’esercizio di pratiche agronomiche e l’uso di input produttivi sostenuti da strumenti digitali ed energie alternative a quelle fossili. A maggior ragione in una fase come quella che stiamo attraversando, caratterizzata da un forte aumento dei costi energetici che penalizzano anche tutta la filiera dell’agroalimentare.

Dalla corrente elettrica al gasolio, sono diversi i mezzi produttivi che mettono a dura prova i conti delle aziende. E questo, sappiamo, purtroppo si ripercuote su tutta la catena del valore toccando anche le tasche di noi cittadini e consumatori. Per questo, personalmente, confido molto nell’energia rinnovabile che potrà creare condizioni di maggior favore per gli agricoltori, ma anche per i costruttori di macchine agricole. Penso in particolare al biogas e al metano. All’ultima edizione dell’Eima, in fiera a Bologna, abbiamo visto trattrici prodotte e commercializzate che possono usare il metano come trazione. A dimostrazione che l’autosufficienza nelle aziende agricole non è lontanissima e può diventare realtà.

La prossima Pac contiene poi la grande novità della cosiddetta ‘condizionalità sociale’, ossia un sistema finalizzato a tutelare i diritti dei lavoratori nelle aziende agricole. Per la prima volta è stato inserito infatti un meccanismo che, senza creare alcun onere amministrativo aggiuntivo, eviterà che fondi pubblici vengano destinati a imprenditori che non rispettano le condizioni minime di lavoro dei propri dipendenti. Nel caso in cui verrà accertato, nell’ambito dei normali controlli effettuati dalle autorità nazionali competenti, che un agricoltore viola tali norme, l’autorità competente dovrà infatti trasferire l’informazione all’organismo pagatore dello Stato membro, che praticherà dei tagli ai diritti dell’aiuto Pac. Questo meccanismo entrerà in vigore su base volontaria già dal 2023 e sarà obbligatorio per tutti gli Stati membri dal 2025.

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