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Macchine agricole, cresce ancora il mercato indiano

Nei primi cinque mesi dell’anno la domanda indiana di trattrici sale a livelli record, mentre gli USA registrano una moderata flessione rispetto allo scorso anno ma su volumi comunque elevati. Andamento a due velocità per l’Europa: crescono Germania e Regno Unito, frenano Spagna e Italia. Stabile la Francia

di Giovanni M. Losavio
maggio - giugno 2023 | Back

Prosegue in India la corsa del mercato agromeccanico. Nei primi cinque mesi dell’anno le vendite cumulate di trattrici fanno registrare un nuovo record, superando le 370 mila unità e segnando +7% sullo stesso periodo dello scorso anno. Se la domanda di macchinari per l’agricoltura dovesse mantenersi su questi livelli anche nella seconda parte dell’anno, il Paese potrebbe chiudere il bilancio dei dodici mesi con un nuovo massimo storico, migliorando così il record dei 912 mila mezzi venduti nel 2022.

Scenario diverso in Nordamerica dove il settore agromeccanico registra una flessione a doppia cifra. Tra i mesi di gennaio e maggio, infatti, le immatricolazioni di trattrici negli Stati Uniti sono calate del 12,2%, fermandosi poco al di sotto delle 117 mila unità con un saldo negativo di oltre 14 mila unità sullo stesso periodo del 2022. Il mercato frena anche nel vicino Canada, che vede calare le vendite del 14,1%, con un totale di circa 12 mila unità. Nel caso dei due Paesi nordamericani la flessione del comparto arriva dopo una prolungata fase espansiva, che lo aveva portato ai massimi di sempre. Il fenomeno è stato evidente soprattutto negli Stati Uniti, che tra il 2016 e il 2021 hanno vissuto un quinquennio di crescita ininterrotta, culminata nel 2021 con il record di circa 318 mila macchine vendute. La contrazione vista nel 2022 (-14,8%) e in questa prima parte del 2023 può essere considerata come una “pausa tecnica”, tanto più che la domanda statunitense esprime ancora volumi elevati, sensibilmente superiori a quelli visti negli anni pre-pandemia.

In Europa il settore ha un andamento più diversificato. La Germania, dopo il -12% segnato lo scorso anno, torna a crescere – sia pure di misura – registrando nei cinque mesi un totale di circa 13.300 trattrici immatricolate (+4,4% e saldo positivo di circa 400 macchine) e diventando così il Paese con le migliori performance in Europa. Bilancio positivo anche per il Regno Unito, dove le vendite di trattrici incrementano del 3% (5.600 mezzi in totale). Segno meno invece per la Francia, che rallenta leggermente (-2% e quasi 12.000 mila mezzi venduti), cedendo così il primato continentale alla Germania. Oltre alla Francia, perdono terreno anche Spagna e Italia. In Spagna le vendite si attestano su poco più di 3.300 macchine (-17,24%) con un saldo negativo di oltre 600 unità rispetto allo scorso anno. Flessione più contenuta, in termini percentuali, per il mercato italiano (-9%) dove tra gennaio e maggio sono state immatricolate 8.354 trattrici. Nei primi cinque mesi dell’anno in Italia la domanda di tecnologie ha espresso volumi inferiori a quelli – molto elevati – raggiunti nel 2021 (l’anno d’oro della meccanica agricola italiana) e nel 2022, ma si è comunque matenuta su livelli superiori rispetto a quelli degli anni pre-pandemia.

Sorprendente, invece, l’andamento delle immatricolazioni in Russia. Come noto, la Federazione russa si trova tuttora soggetta a un severo regime di sanzioni, applicate dopo l’invasione dell’Ucraina. L’embargo, che interessa una vasta rosa di prodotti e categorie merceologiche, non sembra tuttavia avere condizionato eccessivamente il comparto agromeccanico. Tra i mesi di gennaio e aprile, le immatricolazioni di trattrici risultano addirittura in crescita rispetto allo stesso periodo dello scorso anno, quando le restrizioni agli scambi con la Russia non erano ancora pienamente operative. Infatti, secondo i dati diffusi dall’associazione statunitense dei costruttori AEM, nei primi mesi dell’anno le vendite di trattrici in Russia sono incrementate del 29%, sfiorando le 14.400 unità (erano 11.160 nel 2022). A beneficiarne sono state soprattutto le gamme di potenza superiori ai 100 cavalli che hanno segnato +153%. Percentuali di assoluto rilievo, infine, anche per il settore agromeccanico della Turchia che si attesta su volumi sensibilmente superiori a quelli del 2023 (+48,3% per un totale di circa 25.500 macchine tra gennaio e aprile).

Per quanto riguarda il prosieguo dell’anno, il comitato dei costruttori europei CEMA segnala un sensibile peggioramento del clima di fiducia delle imprese. Le criticità che nei mesi scorsi hanno interessato la logistica e le catene di approvvigionamento sono ormai in via di risoluzione – scrive il CEMA nel suo report mensile che monitora il sentiment delle aziende agromeccaniche – tuttavia gli operatori prevedono un calo, soprattutto sul mercato italiano, spagnolo e polacco, con una crescente percentuale di imprese (+9% da marzo a maggio) che prevede una contrazione del fatturato entro i prossimi sei mesi.

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