
Manutenzione e cura ordinaria del giardino
Gli interventi di cura del verde sono finalizzati al benessere della vegetazione e al miglioramento dell’aspetto estetico. Le operazioni di manutenzione devono essere calibrate sulle differenti tipologie di giardino
la manutenzione e la cura ordinaria del giardino, mirano ad assicurare il benessere della vegetazione presente, contribuendo così a migliorarne non solo l’aspetto estetico e paesaggistico, ma anche la funzionalità rispetto alla fruizione da parte dell’utente e ai vantaggi ecosistemici che da tale fruizione derivano.
Lo svolgimento corretto della manutenzione richiede in primo luogo la competenza nel pianificare e organizzare i diversi interventi da effettuare nell’arco dell’anno, l’impiego di macchine e attrezzature idonee per ogni tipo di intervento e la capacità nell’uso delle attrezzature in condizioni di sicurezza personale e per l’ambiente. Fondamentale per una corretta gestione del verde è anche la preparazione tecnica e agronomica dell’operatore che, specie per determinate tipologie di operazioni, vedi potatura e concimazione, deve essere ben preparato. In sostanza, si vuole evidenziare che non sempre il singolo privato ha le necessarie conoscenze per potere eseguire correttamente tutte le differenti lavorazioni, per cui è bene che si rivolga a persone qualificate. Senza entrare nello specifico della manutenzione delle diverse tipologie di giardino, da quelli formali, caratterizzati da simmetrie e geometrie ben definite in termini vegetazionali e architettonici, come il giardino all’italiana o all’inglese, a quelli informali, che comprendono giardini quali quelli di campagna e quelli naturali, ci soffermeremo sul tema della manutenzione ordinaria nei suoi aspetti generali.
Interventi di manutenzione ordinaria. Tali operazioni riguardano essenzialmente il taglio dell’erba, la sfeltratura e l’arieggiatura del tappeto erboso, la concimazione, l’irrigazione, la potatura e la raccolta dei residui vegetali. Per il taglio dell’erba occorre tenere conto dei diversi fattori che influiscono sulla scelta del tipo di rasaerba da impiegare, valutando se si tratti di un tappeto erboso ornamentale o amatoriale. Il primo lo si trova soprattutto nei giardini delle zone residenziali di particolare pregio ed è caratterizzato da una elevata qualità, per questo non deve essere calpestato e i tagli devono essere frequenti e con un’altezza ridotta (15-25 mm). Il tappeto erboso amatoriale è presente nei giardini delle abitazioni private con qualità dell’erba non particolarmente pregiata, compatibile dunque con il calpestamento, e con tagli meno frequenti e meno accurati. La tipologia di tappeto erboso e il fatto di eseguire o meno la raccolta dell’erba tagliata (taglio mulching), sono fattori di grande rilievo per determinare il tipo di apparato di taglio del rasaerba, se a lama orizzontale, a taglio mulching o a lama elicoidale. Per la scelta del rasaerba (robotizzato, con conducente a terra, con conducente a bordo) e per l’ampiezza dell’apparato di taglio entrano in gioco fattori quali la dimensione e la forma del tappeto, la presenza di alberi o di altri ostacoli, l’olografia del terreno (in particolare la pendenza). In questi anni è cresciuto l’impiego dei robot rasaerba la cui ampia offerta di modelli offre soluzioni valide per le diverse situazioni di tappeto erboso. In particolare i modelli wireless, grazie a tecnologie innovative di mappatura senza fili perimetrali e di navigazione, offrono precisione, qualità e autonomia nell’esecuzione del taglio, anche nelle ore notturne, oltre alla facilità d’uso. La connettività Wi-Fi e Bluetooth ne consente il controllo remoto tramite App. In presenza di forme irregolari del tappeto o di ostacoli quali alberi, cespugli, siepi o aiuole, occorre prevedere l’intervento di rifinitura del taglio da eseguirsi con decespugliatori a filo portati manualmente.
La sfeltratura. Si rende necessaria poiché nei tappeti erbosi si forma inevitabilmente uno strato di materiale vegetale inerte, costituito da erba e foglie indecomposte, muschio, che prende il nome di feltro. Quando lo spessore del feltro supera i 2 mm riduce l’areazione del terreno e la penetrazione dell’acqua favorendo lo sviluppo di malattie fungine, per cui occorre rimuoverlo, almeno parzialmente, attraverso operazioni dette di sfeltratura. In alcuni casi è sufficiente intervenire con l’azione di una scopa metallica o di un rastrello; diversamente l’operazione viene svolta con macchine sfeltratrici che incidono il terreno per una profondità di 20-30 mm. L’organo di lavoro è costituito da un rotore ad asse orizzontale sul quale sono montati coltelli a varia forma. L’apparato è provvisto di un carter protettivo e, più raramente, di un sistema di raccolta del feltro estirpato. Quando per eccessivo compattamento o per altre cause, si viene a creare una condizione di asfissia del terreno, occorre intervenire con l’aerazione, che ne ripristina la struttura attraverso operazioni di scarificatura, di bucatura o carotatura. Nella scarificatura la macchina effettua fenditure profonde (anche oltre i 100 mm), nella bucatura si attuano fori nel terreno (fino a 800-1000 fori per metro quadro), mentre nella carotatura oltre a forare si estrae il terreno dal foro (carota). Sfeltratura e arieggiatura vengono normalmente eseguite in primavera prima della ripresa dell’attività vegetativa.
La concimazione. Va attuata seguendo un programma basato sulla definizione della dose annuale di elementi nutritivi, sulla scelta del fertilizzante da impiegare, sulla programmazione del periodo e del numero di interventi, nonché sulla scelta della macchina da impiegare. Se si tratta di tappeto erboso, la dose annuale dipende non solo dalla fertilità del terreno ma anche della tipologia di tappeto ed è maggiore per quelli ornamentali, rispetto ai quali può essere frazionata in 4-5 interventi, mentre per i tappeti amatoriali si riducono a 2-3. Per le piante ornamentali sono sufficienti due all’anno. In primavera si impiegano fertilizzanti bilanciati negli elementi nutritivi di base, mentre in estate la concimazione è di supporto alla fioritura, per cui occorre un più alto contenuto di potassio. Si impiegano generalmente concimi granulari che vengono distribuiti con i classici spandiconcimi ad azione centrifuga, trainati o portati. Si possono impiegare concimi liquidi, a effetto più immediato, che vengono disciolti in acqua e distribuiti con l’irrigazione.
L’irrigazione. Si rende necessaria quando il suolo è in carenza idrica a causa della perdita di acqua per evapotraspirazione. A titolo indicativo si ricorda che mille metri quadri di buona copertura erbosa immettono nell’aria, in una giornata di sole, l’equivalente di circa 3.000 litri di acqua sottratta al terreno. I moderni sensori, consentono di monitorare lo stato idrico del suolo e, conseguentemente, di effettuare l’intervento irriguo prima che la vegetazione vada in stress. La dose irrigua, a parità di coltura, è legata alla natura del terreno, con incremento della quantità passando dai terreni con struttura sabbiosa a quelli pesanti e ricchi di argilla. è importante evitare irrigazioni troppo frequenti e leggere perché così facendo l’apparato radicale rimane superficiale. Si può irrigare in tutte le ore del giorno, però sono da preferirsi le prime ore del mattino e quelle serali. I sistemi di irrigazione sono riconducibili, all’aspersione, con impianti di tipo fisso, semifisso o mobile, e alla microirrigazione o all’irrigazione localizzata, con spruzzatori o con gocciolatori. Quest’ultima consente di realizzare sensibili risparmi idrici ed è ideale per alberi e arbusti.
I trattamenti. Sono finalizzati alla difesa della vegetazione dai parassiti, siano animali (insetti) o fungini. I sintomi delle malattie sono evidenti, ma l’importante è riuscire a prevenire gli attacchi attraverso un attento monitoraggio e una buona prevenzione delle cause che possono portare all’insorgere della malattia. La difesa può essere di tipo biologico o con prodotti chimici erogati con macchine irroratrici. Le irroratrici, grazie all’elettronica e ai moderni sensori sono in grado di effettuare una distribuzione uniforme, con perfetta regolazione del prodotto da distribuire, evitando così gli sprechi e l’effetto deriva.
La potatura. Riguarda gli arbusti, le siepi e gli alberi del giardino. Per gli arbusti a fioritura invernale-primaverile, le gemme a fiore si formano in estate e la potatura va eseguita al termine della fioritura. Gli arbusti a fioritura estivo-autunnale invece, formano le gemme a fiore in primavera, per cui la potatura si effettua al termine dell’inverno. Gli attrezzi impiegati per la potatura degli arbusti sono le forbici, sia manuali che elettriche a batteria, più pesanti a causa della batteria inserita ma molto meno faticose rispetto alle manuali. Esistono tre tipi di forbici da potatura: a due lame di taglio, ottimali per legni morbidi o freschi; a lama battente su controlama fissa, adatte per legni duri o secchi; a lama passante (bypass) che si comportano come quelle a due lame di taglio e sono adatte sia su legno fresco, sia su legno secco. Per le siepi formali, la potatura viene eseguita per mantenerle nella corretta forma. Per favorire la vegetazione alla base, viene data una forma leggermente trapeziodale, con la base più ampia rispetto alla sommità. La regola generale suggerisce di ridurre l’ampiezza di 10 cm per ogni metro di altezza. Sulle siepi formali la potatura porta al conferimento di determinate forme architettoniche. Per tale scopo si impiegano tagliasiepi meccanici (trimmer) operando, prima il taglio verticale, dal basso verso l’alto e viceversa, e poi il taglio orizzontale alla sommità. Per la rifinitura si impiegano forbici manuali o a batteria, oppure forbici manuali a doppia lama allungata, con lunghe leve per l’impugnatura. Nel giardino possono essere presenti sia alberi ornamentali che alberi da frutta. La potatura ordinaria degli alberi ornamentali consiste nell’effettuare interventi di mantenimento della forma eseguiti a turni regolari di 1-2 anni per le forme obbligate e a intervalli più lunghi per le forme libere. Essa consiste nell’asportazione totale o parziale di rami troppo sviluppati e/o vigorosi, privilegiando però, nelle forme libere, la spuntatura della cima e dei rami e il diradamento di rami e branche. La tendenza infatti è quella di realizzare una potatura “dolce”, consistente nell’effettuare per il 60% solo interventi di spuntatura. Per il taglio di branche troppo sviluppate si impiega la motosega, mentre per il taglio di rami di 4-5 cm di diametro si utilizzano i troncarami. Questi sono attrezzi manuali che hanno un apparato di taglio a lama battente o a lama passante, con lunghe leve per l’impugnatura. Un tipo particolare di troncarami sono gli svettatoi, nei quali l’apparato di taglio si trova al vertice di un’asta telescopica ed è comandato dall’operatore tramite una corda che aziona la lama di taglio. Serve per eseguire da terra tagli di rami posti a una certa altezza. Per la spuntatura vengono usate le forbici. Nel caso degli alberi da frutta la potatura ha la funzione di gestire e migliorare la produzione. Viene eseguita ogni anno in primavera o in autunno; fa eccezione l’arancio che viene potato ad anni alterni. I tagli sono di cimatura; spollonatura per eliminare i polloni infruttiferi; diradamento; scacchiatura con la quale si tagliano i germogli in eccesso.
La raccolta dei residui del verde. Riguarda le foglie cadute, l’erba prodotta con la rasatura, i residui della potatura. La caduta delle foglie dall’albero è scalare e, pur con le differenze legate al clima e alla specie, il processo si protrae per alcuni mesi. è stato valutato che la quantità volumetrica delle foglie morte di 10 alberi, nel corso dell’anno è compresa tra 1,5 e 2,0 metri cubi. Si tratta di volumi non trascurabili, per la cui raccolta si impiegano soffiatori e aspiratori solitamente manuali. La massa verde da raccogliere derivante dalla rasatura del tappeto erboso è praticamente nulla nel taglio mulching e con l’impiego di robot diversamente varia in funzione del tipo di tappeto erboso, con valori compresi tra 0,5 e 3 metri cubi per ogni 1.000 metri quadri di tappeto erboso, normalmente raccolti direttamente durante il taglio. Anche la quantità di rami che si ottengono con la potatura degli alberi varia fortemente in funzione della specie e del loro sviluppo; riferita a 10 alberi è compresa tra 1,5 e 2,5 metri cubi. I residui di potatura delle siepi sono dell’ordine 4-5 metri cubi per ogni 1000 metri lineari. Sempre più questi residui vengono sottoposti a triturazione con l’impiego di biotrituratori. Si ottiene una riduzione del volume (fino a 1/10 del volume iniziale) e il prodotto può essere destinato alla produzione di energia termica, alla pacciamatura o al compostaggio.
Macchine e attrezzature a batteria. Nel quadro generale delle azioni di adattamento al cambiamento climatico, un ruolo importante è esercitato dagli spazi verdi ecologici (parchi, boschi urbani, giardini, aree soggette a piantagione massiva di vegetali e prioritariamente di alberi), sempre più volti al miglioramento dell’ambiente, al contrasto degli eventi climatici estremi e al confort degli utenti. In questo contesto, anche la manutenzione del verde deve rispondere agli stessi requisiti di rispetto dell’ambiente, del piacere dei fruitori del verde e della sicurezza degli operatori ecologici. Ne deriva che le attrezzature e le macchine a batteria per la manutenzione del verde, sia di tipo hobbistico che professionale, sono in continuo aumento, grazie anche alla produzione di batterie sempre più efficienti, che conferiscono grande autonomia di lavoro rispetto a quelle di prima generazione. A ciò si accompagna la facilità nell’uso delle attrezzature elettriche, la riduzione dell’inquinamento acustico e l’eliminazione dell’emissione di gas inquinanti, a fronte di prestazioni non inferiori a quelle delle analoghe macchine a motore endotermico.









