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Anno 2018 Numero 2-3

Attualità
febbraio - marzo 2018

Assise Confindustria: un progetto per il Paese

Dopo un lungo lavoro preparatorio ed un tour a contatto diretto con le realtà imprenditoriali delle diverse regioni, si sono svolte a Verona le assise confederali, per mettere a fuoco esigenze e priorità per i settori industriali. Occupazione, lotta all'evasione e maggiore impegno in Europa i punti chiave di una "agenda" che Confindustria propone al nuovo Governo. Presenti ai lavori di Verona i vertici FederUnacoma per portare le istanze specifiche di un comparto, quello della meccanica agricola, esposto alle problematiche tanto del settore industriale quanto di quello primario

La visione economica, l’esperienza e il know how di Confindustria sono una risorsa per il Paese, che la politica deve saper valorizzare. Questo il messaggio che emerge dalle Assise che la Confederazione ha tenuto il 16 febbraio scorso a Verona, consegnando una piattaforma programmatica ai partiti politici e alle istituzioni alla vigilia delle consultazioni elettorali del 4 marzo, che a maggior ragione risulta valida ora, all’indomani delle elezioni. Il ruolo di Confindustria non cambia, infatti, nel nuovo scenario politico, che vede l’affermazione del Movimento Cinque Stelle e della Lega e quindi la sconfitta dei Partiti della coalizione di Governo in primo luogo del Partito Democratico, ed anzi risulta ancora più importante la sua funzione pragmatica e il suo richiamo alla crescita economica come impegno prioritario per il nuovo governo. «L’esito del voto indica chiaramente quali siano i problemi del Paese e appare evidente che solo una politica economica che punti alla crescita possa risolverli – questo il primo commento della Confederazione all’indomani del voto – e auspichiamo pertanto un comportamento responsabile delle forze politiche non solo nel rivendicare un risultato, ma nel tradurlo in scelte nell’interesse del Paese volte a garantire stabilità e governabilità. Questo anche in funzione dei prossimi impegni europei, tra i quali la fondamentale discussione sul nuovo bilancio dell’Unione». Le priorità dal punto di vista imprenditoriale sono emerse in modo chiaro nel corso delle Assise, e con esse l’auspicio che il futuro Governo incoraggi quella ripresa economica che, dopo anni di ritardo, sembra finalmente manifestarsi grazie anche a strumenti varati dagli ultimi Governi quali Industria 4.0 e Jobs Act. Dopo un’azione preparatoria che ha coinvolto migliaia di industriali aderenti e un tour realizzato in 14 tappe da Pordenone a Gioia Tauro, le assise di Confindustria mettono a fuoco una proposta di programma, da sviluppare nei cinque anni della nuova legislatura, che punta ad ottenere 1,8 milioni di occupati in più, una riduzione di più di 20 punti del rapporto tra debito pubblico e prodotto interno lordo, una crescita cumulata del PIL reale prossima ai 12 punti percentuali, e infine una crescita dell’export nazionale nettamente superiore al tasso di crescita medio delle esportazioni a livello globale. Nei documenti che riassumono i contenuti programmatici delle confederazione viene sottolineata – oltre alla necessità di ridurre la burocrazia, ridurre il debito pubblico e contrastare l’evasione fiscale – la vocazione europeista. L’Europa deve essere – sostiene Confindustria il «miglior luogo per fare impresa, e l’istituzione che semplifica la vita dei cittadini supportando lo sviluppo della conoscenza, della ricerca e dell’innovazione contribuendo altresì alla definizione di un quadro macroeconomico stabile». «In Europa, dove l’Italia dovrà giocare un ruolo da coprotagonista, si prevede la nomina di un ministro delle Finanze indipendente dagli Stati membri – aggiunge Confindustria – che abbia la responsabilità, tra l’altro, di emettere eurobond finalizzati al finanziamento di progetti comuni e dunque a vantaggio di tutti i Paesi dell’Unione ai fini di una maggiore integrazione». Alle Assise di Verona hanno partecipato i vertici di FederUnacoma (il presidente Alessandro Malavolti, il direttore generale Simona Rapastella e l’amministratore delegato di FederUnacoma surl Massimo Goldoni, oltre che una rappresentanza di imprese associate direttamente invitate a prendere parte ai lavori), per portare il contributo della federazione alla piattaforma complessiva dell’organizzazione confederale, e per far emergere alcune priorità specifiche del settore rappresentato. Operando nel settore della meccanica agricola FederUnacoma – sottolineano i vertici della Federazione – si trova a stretto contatto sia con il comparto agricolo sia con quello industriale, trovandosi dunque esposta alle variabili tanto dell’uno quanto dell’altro. L’innovazione tecnologica, che rappresenta la scelta obbligata per un settore come quello della meccanica agricola che punta con decisione verso sistemi “4.0” e verso soluzioni d’avanguardia per la gestione dei parametri produttivi, realizzando a questo fine ingenti investimenti, deve poter avere adeguati sbocchi di mercato nel settore agricolo. Questo sarà possibile – ha messo in evidenza la Federazione – solo a condizione che il settore primario sia più forte, più redditizio, e sostenuto da un sistema di incentivi efficiente e continuo nel tempo, in grado di accompagnare non in modo sporadico ma in modo sistematico l’agricoltura nel suo processo di rinnovamento.

a cura della Redazione

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