L'informazione sulla meccanizzazione per l'agricoltura, il giardinaggio, componentistica e multifunzionalità.
Bioeconomia

Bioeconomia in Abruzzo: il successo del progetto GESTA

Si è concluso lo scorso dicembre il progetto, finanziato dal Ministero dell’Agricoltura e finalizzato alla costituzione di un’associazione per la gestione attiva del patrimonio boschivo abruzzese. Le attività condotte nell’ambito dell’iniziativa

di Matteo Monni
gennaio 2026 | Back

Lo scorso dicembre è giunto a termine il progetto denominato con l’acronimo GESTA, Gestione Ecosostenibile del Territorio in Abruzzo. Il risultato principale di questa iniziativa – nata nel 2022 grazie ad un finanziamento del Ministero dell’Agricoltura della Sovranità Alimentare e delle Foreste (MASAF) – è stato la costituzione e la successiva attivazione di un’Associazione molto dinamica che ha riunito al proprio interno numerosi Enti e soggetti del territorio proprietari o amministratori di beni di proprietà pubblica, privata e collettiva. L’intento iniziale, pienamente soddisfatto, riguardava un allineamento con quanto previsto dall’articolo 10 del Testo unico in materia di Foreste e Filiere Forestali (TUFF), che assegna alle regioni lo specifico compito di promuovere l’associazionismo fondiario per garantire la tutela e la gestione attiva delle risorse agro-silvo-pastorali, assicurare il miglioramento dei fondi abbandonati e favorire la ricostituzione e il consolidamento di nuova attività imprenditoriali, finalizzate anche ad incrementare l’occupazione. Lo stesso articolo 10 sottolinea l’importanza della gestione associata delle piccole proprietà, dei demani, delle proprietà collettive e degli usi civici delle popolazioni. Aspetti, questi, che hanno costituito l’asse portante del progetto GESTA. Le azioni svolte nei primi tre anni di attività sono state infatti finalizzate a mettere in evidenza le opportunità offerte dalla gestione attiva dei boschi e individuare gli ostacoli da superare per la piena valorizzazione delle risorse, che comprendono anche i servizi ecosistemici generati dal patrimonio boschivo-forestale.

Il cantiere dimostrativo. In Abruzzo, oltre un terzo del territorio regionale, che si estende per poco più di un milione di ettari, rientra nel contesto delle aree naturali protette ed è caratterizzato da una forte componente montana densamente boscata. è proprio per questo che si assiste ad una contrapposizione, che è assolutamente necessario superare, tra un approccio conservativo o “museale” dei boschi e uno dinamico o “produttivo”. In tale prospettiva, la meccanizzazione delle operazioni forestali è chiamata a svolgere un ruolo strategico per garantire la sostenibilità finanziaria e sociale della gestione attiva delle nostre foreste. I vecchi sistemi, basati sul lavoro manuale con l’ausilio di animali da soma, non sono né competitivi sotto il profilo economico, né accettabili, sotto quello sociale, per l’eccesiva fatica e il rischio di incidenti che essi comportano. Tuttavia, l’impiego di macchine sempre più agili e potenti amplifica il rischio ambientale, e richiede pertanto un loro impiego professionale e controllato. A tale scopo, GESTA con il supporto di Itabia, CNR Ibe e FederUnacoma ha realizzato – presso un bosco di latifoglie all’interno del Parco Nazionale Gran Sasso e Monti della Laga – una modalità di lavoro innovativa basata sull’integrazione tra animali e macchine. L’obiettivo, pienamente centranto, era quello di rendere più efficiente il lavoro con animali e più eco-compatibile quello con le macchine. Questo connubio, apprezzato anche dallo stesso Ente Parco per come è stato pianificato, si potrebbe introdurre in un maggior numero di cantieri rilanciando l’attuale, limitatissima (e decrescente) disponibilità di squadre dotate di animali. Al contempo, la nuova modalità di lavoro consente una forte mitigazione degli impatti ambientali relativi all’introduzione della meccanizzazione.

Lezioni in bosco per una moderna selvicoltura in Abruzzo. GESTA, in collaborazione con Itabia, ha organizzato diverse iniziative rivolte ai giovani abruzzesi che studiano materie attinenti alla selvicoltura. Di grande interesse e utilità sono stati, oltre ai seminari in classe, i workshop realizzati in un bosco per gli studenti di due Istituti di Istruzione Superiore, il Serpieri di Avezzano e il Da Vinci – Colecchi de L’Aquila. Queste iniziative, a cui ne seguiranno ancora altre, erano mirate a mettere in pratica alcune tecniche di moderna selvicoltura finalizzate ad una gestione attiva e sostenibile del vasto patrimonio forestale abruzzese. Le giornate di lavoro hanno trasformato in un laboratorio a cielo aperto due aree campione di circa 5.000 metri quadri ciascuna, popolate da specie arboree caratteristiche del contesto appenninico. Un primo evento si è tenuto in una faggeta a Prati di Tivo nel Comune Pietra Camela (Teramo), poi è stata scelta una pineta piantumata negli anni 50 a Fossa delle Pescine nell’ambito di un vasto piano di ripopolamento vegetale dei versanti montuosi del Comune di Pizzoli (Aquila). Entrambi i boschi rientrano nel perimetro del Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Numerose le attività svolte sul campo, tra cui – ad esempio – le operazioni note come “martelloscopio”, che consentono di comprendere, attraverso l’impiego di un apposito kit di strumenti digitali e analogici, come effettuare simulazioni di “diradamento virtuale”, nel pieno rispetto dei criteri della gestione forestale sostenibile. Studenti e docenti hanno dunque avuto l’opportunità di assistere a operazioni reali di assegno al taglio per uso commerciale, condotte dai tecnici forestali della locale Cooperativa Geoilex, e di sperimentare le diverse fasi della martellata forestale, dalla selezione delle piante fino alla segnatura degli esemplari da destinare al prelievo. Per esempio nell’area di saggio a Fossa delle Pescine sono stati censiti 145 alberi di pino nero (Pinus nigra) – considerando solo quelli con un dimetro superiore ai 18 cm – la cui massa legnosa è stata stimata in circa 146 m3; un quantitativo notevole di biomassa che, nell’ottica di un auspicabile intervento di manutenzione del bosco e di prevenzione degli incendi, potrebbe avere una destinazione energetica come fonte rinnovabile di origine locale.

La filiera legno-energia. Tra gli Enti con cui GESTA ha costruito nel tempo un dialogo costruttivo, va citato l'Ufficio Speciale per la Ricostruzione dei Comuni del Cratere (USRC), istituito nel dicembre 2012 a seguito della chiusura dello stato di emergenza dichiarato dopo il sisma del 6 aprile 2009. L’Ufficio, che fornisce assistenza tecnica alla ricostruzione di strutture e infrastrutture pubbliche e private di ben 56 Comuni del Cratere sismico (con esclusione della città de L’Aquila) e di oltre 100 Comuni fuori cratere, può dunque svolgere un ruolo strategico per promuovere l’impiego e la valorizzazione energetica delle biomasse locali per il riscaldamento di un gran numero di edifici. In tale ottica un’eccellente soluzione tecnologica su cui ragionare sono le minireti di teleriscaldamento a biomasse inserite in articolate filiere produttive legno-energia da costruire in ambito locale. Infatti, la sostenibilità della bioenergia si basa, sia sulla scelta e sul dimensionamento delle tecnologie di conversione energetica, sia sulla capacità di pianificare adeguatamente l’approvvigionamento del biocombustibile con cui alimentare l’impianto. Va considerato che l’area interessata del cratere sismico è caratterizzata da un’imponente superficie forestale, che necessita di adeguati interventi per tutelare il territorio e per rilanciare forme sostenibili di economia locale. A tal fine, una particolare attenzione va posta nella definizione di criteri efficienti per la mobilizzazione del prodotto legnoso, che richiede tecniche, attrezzature e conoscenze specifiche. In primo luogo è opportuno attivare un centro di raccolta, condizionamento e distribuzione delle biomasse legnose locali. Questo pone i presupposti per l’avvio di un processo di “certificazione” della filiera bosco-legno-energia, che tenga conto della “sostenibilità” del processo di produzione del combustibile legnoso.

Le prospettive di GESTA. La fitta rete di contatti creata nel tempo e le nuove proposte progettuali formulate nell’ambito di bandi nazionali e anche europei consentiranno all’Associazione di operare ancora negli anni a venire, anche se il finanziamento ricevuto dal MASAF è giunto ad esaurimento. Continuare a coinvolgere studenti di istituti tecnici e universitari nelle attività di trasferimento di conoscenze e di divulgazione delle buone pratiche in ambito forestale resterà un punto di forza e di orgoglio per l’associazione GESTA, che crede fortemente nel potenziale di sviluppo legato ai boschi d’Abruzzo nell’ampia sfera della bioeconomia circolare.


Cosa è GESTA

GESTA è un’Associazione senza fini lucro fondata nell’aprile del 2022, che oggi riunisce soggetti pubblici e privati per favorire una gestione attiva e sostenibile delle aree rurali (boschi, pascoli e superficie agricola) in Abruzzo. L’iniziativa è parte integrante di un progetto finanziato dal Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste (ex MiPAAF) nell’ambito del Fondo Sviluppo e Coesione 2014-2020, Piano Operativo Agricoltura, Sottopiano 3 “Multifunzionalità della foresta e uso sostenibile delle risorse rinnovabili nelle aree rurali”. GESTA riunisce 32 partecipanti - 5 comuni, 19 ASBUC e 7 privati e il Parco Nazionale del Gran Sasso e dei Monti della Laga. Il Progetto coinvolge un territorio che interessa le Province dell’Aquila e di Teramo, per un’estensione complessiva di oltre 14.000 ettari, di cui circa 11.600 costituiti da boschi e 2.400 da pascoli, molti di proprietà collettiva e caratterizzati da formazioni di bosco spontaneo. Maggiori informazioni sul sito www.gestabruzzo.it

Gallery

I PIÙ LETTI degli ultimi numeri

GLI APPUNTAMENTI della meccanizzazione

3 - 7 febbraio 2026 Ismir (Turchia) AGROEXPO
3 - 6 febbraio 2026 Poznan (Polonia) BUDMA
4 - 7 febbraio 2026 Verona (Italia) FIERAGRICOLA
10 - 12 febbraio 2026 Uzexpocentre NEC, Tashkent (Uzbekistan) UZ BUILD
10 - 12 febbraio 2026 Tulare (USA) WORLD AG EXPO
10 - 14 febbraio 2026 Zaragoza (Spagna) FIMA AGRICOLA