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Dossier

I benefici commerciali per il made in Italy

L’Agenzia ICE stima che l’accordo UE-Mercosur produrrà entro il 2036 un incremento dell’export pari a 3.5 miliardi di dollari. Altri vantaggi per le imprese italiane riguardano la semplificazione delle pratiche doganali e le facilitazioni per la partecipazione ai bandi di gara

di Patrizio Patriarca
maggio - giugno 2026 | Back

Per una prima valutazione dell’impatto dell’Accordo UE-Mercosur sul ‘Sistema-Italia’, è possibile fare riferimento ai dati diffusi dall'Agenzia ICE in occasione del Forum Economico "Italia, Europa e America Latina" del 27 aprile a Prato. In sintesi: si prevede un incremento dell’export per un valore di 3,5 miliardi di dollari entro il 2036, una semplificazione delle pratiche doganali, facilitazioni per la partecipazione ai bandi di gara locali. Le opportunità settoriali maggiormente evidenziate anche in questi recenti incontri riguardano macchinari, attrezzature e tecnologia per l’automazione del settore agricolo, impianti di irrigazione, soluzioni per l’agricoltura di precisione. Per il settore agro-meccanico si tratta di cogliere spunti dalla possibilità di coniugare l’eccellenza delle nostre tecnologie con paesi tradizionali esportatori di commodities agricole (come caffè, soia, mais e canna da zucchero) e oggi anche di prodotti alimentari. Come il Brasile, che trenta anni fa era un importatore di derrate alimentari e ora ne è il secondo esportatore. Lo stesso paradigma dovrebbe favorire i nostri esportatori di tecnologie per la digitalizzazione e la tracciabilità dei prodotti agricoli. Altro aspetto da considerare è quello conseguente ad una potenziale espansione delle terre coltivabili. In Brasile si stima che le terre coltivabili potrebbero essere raddoppiate senza alcun impatto sulle politiche e sulle regolamentazioni locali in tema di deforestazione. Peraltro, il codice forestale brasiliano stabilisce precisi obblighi di mantenimento e cura del patrimonio boschivo, che possono costituire un’occasione per i produttori italiani di macchine per la gestione forestale. Da considerare poi che gli elevati standard di salute e sicurezza che la UE impone alle esportazioni Mercosur verso la UE dovrebbero indurre le imprese agricole del Mercosur ad adeguare i processi di coltura, raccolta, tracciamento e le relative tecnologie agli standard UE, obbligandole inoltre a rispettare le norme di sostenibilità ambientale previste nell’accordo stesso. Una chance aggiuntiva per le nostre imprese del settore.

Ma il tema delle prospettive aperte dall’Accordo si collega anche alla necessità di non considerare questi mercati in termini di pura esportazione. Come è stato anche ricordato nel recente Seminario di Confindustria svoltosi lo scorso 3 giugno in preparazione della Missione di Sistema in Argentina e Brasile calendarizzata dal 7 all’11 settembre prossimo, la complessità e l’ampiezza dei mercati target possono porre la necessità – magari dopo una iniziale fase export – di presidiarli direttamente con una società in loco, meglio se con un partner locale affidabile, ed avendo quindi un approccio di medio-lungo periodo verso l’area. Per le imprese che per motivi dimensionali non ritengono gestibile al momento un progetto di presenza diretta, l’alternativa suggerita è di inserirsi nella filiera produttiva di un capofila che esporta o è già presente in questi mercati.

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