
Mercati a rischio, le misure a sostegno del made in Italy
SACE, SIMEST e Agenzia ICE hanno previsto un pacchetto di misure per sostenere le aziende italiane che operano nei contesti maggiormente esposti alle tensioni geopolitiche. Le diverse tipologie di intervento
Per completare l’analisi è opportuno ricordare le misure annunciate il 31 marzo dal MAECI - Ministero degli Esteri e della Cooperazione Internazionale e messe a punto con un pacchetto di interventi SACE, SIMEST e Agenzia ICE, proprio per supportare le imprese italiane che operano sui mercati internazionali maggiormente colpiti dalle recenti tensioni geopolitiche. Si tratta di interventi SACE concepiti per mantenere e ampliare il sostegno alle aziende attive nei Paesi più esposti agli effetti dei conflitti, tra cui Arabia Saudita, Bahrain, Emirati Arabi Uniti, Iraq, Kuwait, Oman e Qatar. Tali interventi prevedono strumenti già disponibili nell’ambito dell’operatività ordinaria: coperture assicurative sui contratti di fornitura contro rischi commerciali e politici, comprese interruzioni o cancellazione di commesse e mancato pagamento; tutela degli investimenti all’estero e dei beni temporaneamente esportati contro rischi di distruzione, confisca, esproprio e limitazioni al rimpatrio dei capitali; coperture contro l’indebita escussione di fidejussioni. L’ICE ha introdotto misure straordinarie rivolte alle imprese italiane attive nei mercati di diciassette Paesi, che insistono anche nell’area del Medio Oriente e delle zone limitrofe. La dotazione complessiva è pari a 8,6 milioni di euro e la misura ha validità fino al prossimo 30 settembre. Gli interventi, destinati alle imprese di tutti i settori, operative almeno dal 2023, prevedono l’accesso gratuito a eventi e fiere, con copertura del primo modulo espositivo e partecipazione a seminari, workshop e missioni; la partecipazione gratuita a fiere digitali e l’utilizzo delle piattaforme e-commerce internazionali partner (tra cui Fiera Smart 365); l’accesso ai servizi dell’Agenzia ICE denominati “Per Crescere” gratuiti per assistenza base, estesi anche alle imprese con oltre 100 dipendenti.
Il quadro tracciato consente di fare alcune considerazioni con riguardo specifico all’individuazione di nuovi mercati extra UE. Lo scenario geopolitico ha reso ancora più articolato ed esteso il sistema delle sanzioni, che proprio per la loro funzione di leva politica estera sono oggetto di continui aggiornamenti (sui soggetti sanzionati, sulle restrizioni al commercio di beni e servizi, sulla logistica). Questo impone alle imprese di dare particolare rilevanza al tema fin dalla fase di selezione dei potenziali nuovi mercati per evitare di impegnare tempo e risorse su Paesi fortemente soggetti a sanzioni o per i quali vi è un rischio concreto che possano essere destinatari di ulteriori misure restrittive. La necessità di predisporre un sistema interno all’impresa di sanction due diligence (che dialoghi con le autorità competenti, le banche, i legali dell’impresa stessa) è comunque necessario, soprattutto nel caso in cui si intenda operare verso mercati non sanzionati ma ad alto rischio, ad esempio per prossimità geografica o forti relazioni con il Paese sanzionato. Ipotesi non secondaria visto che riguarda molti Paesi anche con rapporti commerciali consolidati con il nostro. Accorciare la supply chain ed orientarsi su mercati con cui condividiamo accordi di politica commerciale riduce sia il rischio sanzioni che il rischio finanziario. Inserirsi nelle iniziative del Sistema Italia è in questo senso un importante valore aggiunto soprattutto per quelle PMI con limitata esperienza extra UE o che sull’estero sono mono cliente.









