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Macchine agricole: mercato in evoluzione

In un 2020 segnato dall’emergenza sanitaria crescono le vendite di trattori su tutti i principali mercati. Per l’India nuovo record storico (più di 800 mila unità vendute) mentre in Cina sono al top le medie e alte potenze. Crescono gli USA, Europa in affanno

di Giovanni M. Losavio
marzo - aprile 2021 | Back

Vola l’India, ai massimi di sempre. Corrono Stati Uniti, Canada e Brasile. Crolla il Giappone, mentre Russia e Corea si tengono sugli stessi livelli del 2019. In affanno l’Europa, dove cresce soltanto la Germania. Il 2020, un anno inevitabilmente segnato dall’emergenza sanitaria, restituisce la fotografia di un comparto – il settore delle macchine agricole – che a livello globale ha visto andamenti molto diversificati a seconda delle misure adottate per contrastare la pandemia e per garantire tenuta e rilancio delle economie nazionali.

C’è tuttavia un dato comune a tutti i principali mercati. È quello relativo al forte trend di crescita registrato dalle trattrici a partire dal secondo semestre. Conseguente all’alleggerimento delle misure restrittive imposte con i lockdown della scorsa primavera, questo trend espansivo ha permesso ad alcuni Paesi come Francia e Italia di recuperare parte delle perdite accumulate a inizio anno, ad altri come la Germania di passare da una fase di flessione a una di rilancio, ad altri ancora (USA e Canada) di consolidare una robusta crescita.

La crescita del mercato è proseguita anche nel 3° e 4° trimestre (e continua tuttora), nonostante la forte recrudescenza dell’epidemia che nei mesi autunnali ha costretto molti Paesi a un nuovo giro di vite. La resilienza mostrata dal comparto agromeccanico in questa occasione è dovuta non soltanto al grande dinamismo della domanda di generi alimentari, e quindi alla necessita di incrementare le rese produttive, ma anche alle risorse mobilitate dai governi per sostenere il settore primario. Emblematico il caso degli Stati Uniti che hanno messo in campo un piano di aiuti pari a ben 37 miliardi di dollari, lo stanziamento più consistente dal 2010 ad oggi.

 

I consuntivi di fine anno: India sempre al top

Con più di 802 mila trattrici vendute nel 2020 (il riferimento è all’anno solare), l’India mette a segno un nuovo record storico facendo registrare un robusto +11% rispetto all’anno precedente. Il boom del mercato indiano – si legge in un report della FICCI, organismo che rappresenta le Camere di Commercio dell’India – avviene in un contesto caratterizzato da rese produttive crescenti per tutte le principali coltivazioni e da politiche governative di sostegno ai redditi agricoli.

Secondo la FICCI, la forte accelerazione del comparto delle trattrici si spiega anche con un fenomeno migratorio “di ritorno”, dalle città verso le campagne. A causa dell’emergenza sanitaria, scrive sempre l’organizzazione indiana, molti lavoratori sono tornati nelle aree rurali, trovando impiego nel settore agricolo. Incentivi alla meccanizzazione, redditi agricoli in crescita, produttività in aumento sono i fattori che nel 2020 hanno caratterizzato l’andamento del mercato delle macchine agricole in Cina.

Qui, come rende noto la Camda (l’associazione dei costruttori cinesi), le vendite si sono polarizzate sulle trattrici di potenza medio-alta che hanno superato le 466 mila unità, con un incremento del 46,6% sull’anno precedente. Se la Corea del Sud (+2%) si conferma sostanzialmente sugli stessi livelli del 2019, il Giappone è ai minimi dal 2011 (poco più di 31 mila le trattrici vendute nel 2020).

Mercato vivace, invece, negli Stati Uniti dove nel 2020 la domanda di trattori tocca le 288 mila unità. In termini percentuali, rispetto al 2019, il saldo è in positivo di circa 18 punti. A trainare la domanda statunitense di macchinari per l’agricoltura molto ha contribuito il maxi-piano da 37 miliardi di dollari, varato in chiave anti-congiunturale. Sempre nel continente americano, dinamiche espansive per il Canada (+11%) e il Brasile (+7%).

 

Europa in chiaroscuro

La Russia (-1%) si discosta leggermente dal dato del 2019 mentre l’Europa offre un panorama diversificato. Anche il “vecchio continente” vede nel suo complesso una robusta ripresa nella seconda metà dell’anno, tuttavia, mentre la Germania riesce ad invertire la tendenza e a riportarsi in attivo con un sostanzioso +11%, Francia (-6%) e Italia (-3%), che comunque recuperano qualcosa rispetto alle forti perdite dei primi mesi dell’anno, possono solo limitare il passivo.

Non così la Spagna, che archivia il 2020 con una flessione in doppia cifra (-12%), a fronte di poco più di 10.400 mezzi venduti (erano stati poco più di 12.100 nel 2019). Calo a doppia cifra anche per il Regno Unito (-12%) che “torna indietro” di 20 anni riportandosi sui livelli del 2000. Sul record negativo del mercato britannico pesano non soltanto la crisi sanitaria e la Brexit, ma le incertezze relative ai nuovi indirizzi strategico-operativi che la Gran Bretagna dovrà fissare in materia di politica agricola, al posto della PAC.

Situazione diametralmente opposta in Turchia dove le vendite di mezzi agricoli sono passate dalle circa 26 mila unità del 2019 alle 48 mila del 2020, con un balzo dell’87%. Per il Paese si tratta di un ritrovato dinamismo che, tuttavia, sembra prefigurare non tanto un ritorno agli anni del boom 2013-2017 (quando le vendite sono passate da 52 mila a 70 mila unità l’anno) quanto un parziale recupero dopo i crolli subiti nel 2018 e 2019. Sul mercato della Turchia continuano infatti a pesare diversi elementi di instabilità. Spinte inflattive, criticità nella catena di approvvigionamenti, debolezza dei redditi agricoli, sono – secondo i costruttori turchi riuniti nella Tarmakbir – le principali minacce che potrebbero minare un’ulteriore ripresa del mercato. A questi fattori di natura economica, sottolinea sempre la Tarmakbir, se ne aggiunge uno culturale: la scarsa propensione degli agricoltori turchi ad utilizzare tecnologie di ultima generazione.

 

Nel 2021 mercato dinamico ma con l’“incognita materia prime”

La crescita vista nella seconda parte del 2020 dovrebbe proseguire anche quest’anno. Le previsioni degli analisti sono positive per tutto il 2021, tuttavia – avvertono le associazioni dei costruttori – le tensioni sui prezzi delle materie prime e le difficoltà sperimentate in questi mesi nella logistica e nella catena degli approvvigionamenti potrebbero frenare un comparto che invece sta dimostrando grande vivacità.

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