L'informazione sulla meccanizzazione per l'agricoltura, il giardinaggio, componentistica e multifunzionalità.
Brand

Merlo: cuore 'artigianale', vocazione industriale

Si è svolto lo scorso luglio un educational tour per la stampa di settore presso la sede del Gruppo, a Cervasca (Cuneo). Politiche industriali, prospettive di crescita a medio e lungo termine, novità di prodotto, i temi al centro della due giorni

di Giovanni M. Losavio
luglio-agosto-settembre 2026 | Back

Sono anni di grande turbolenza per i mercati globali. Tensioni geopolitiche, interruzione delle catene di fornitura, blocco delle rotte commerciali, pressioni inflative condizionano l’andamento dell’economica mondiale, con ripercussioni significative non solo nel comparto agricolo ma anche in quello della meccanica agricola, che ad esso è strettamente collegato. I rincari delle commodity, uniti alla stagnazione dei redditi agricoli, stanno infatti rallentando gli investimenti in macchinari e determinando, di conseguenza, una contrazione del business per le aziende del settore. In uno scenario così complesso non mancano, tuttavia, le storie di successo. Una di queste, tutta italiana, è quella del Gruppo Merlo, uno dei principali produttori mondiali di macchine per l’agricoltura e le costruzioni. La sede, dal l964, è localizzata ai piedi delle Alpi Marittime, nel Comune di Cervasca, ad una manciata chilometri da Cuneo. Qui, più precisamente a San Defendente, si trovano gli uffici amministrativi, lo stabilimento produttivo e la neocostituita Merlo Accademy, centro nel quale vengono formati i tecnici e i commerciali del Gruppo, che lo scorso mese di luglio ha ospitato un educational tour con la stampa specializzata.

Un solo polo produttivo per tutto il mondo. Esteso su una superficie di 337 mila metri quadrati, che si sviluppano anche su livelli interrati, l’impianto di Cervasca si distingue non soltanto per l’alto livello tecnologico – la maggior parte dei processi di fabbrica sono automatizzati e le differenti isole produttive sono integrate e coordinate fra loro – ma per il fatto di essere l’unico sito produttivo della Merlo. Che si tratti di un dumper o di sollevatore telescopico destinato al mercato canadese, a quello olandese o australiano, ogni modello viene ideato, progettato e realizzato a San Defendente. In una fase storica caratterizzata dalla delocalizzazione e dalla decentralizzazione delle attività produttive, quella dell’azienda cuneese rappresenta indubbiamente una scelta controcorrente. «Dal taglio della lamiera alla verniciatura, dalla progettazione degli assali o dei cilindri oleodinamici alla realizzazione dei cablaggi interni, fino all’assemblaggio dei vari sottogruppi, gestiamo ‘in house’ tutte le diverse fasi del ciclo di produzione di ogni singola macchina, limitando allo stretto indispensabile il ricorso a fornitori esterni», spiega il presidente del Gruppo, Paolo Merlo.

Dal bullone alla cabina, tutto è made in Merlo. Se si eccettuano i motori e le centraline elettroniche, la ditta progetta e sviluppa autonomamente più del 90% dei componenti. Questo consente al costruttore non solo di realizzare soluzioni su misura, con un livello di qualità e di cura dei dettagli che non è esagerato definire artigianali, ma gli permette di avere un approccio sistemico all’innovazione, applicandola a ogni elemento costitutivo della macchina, di cui la Merlo ha una conoscenza completa. Ovviamente ciò non sarebbe possibile se tali componenti venissero prodotti esternamente. «Quando pensiamo a una macchina non pensiamo solo al prodotto finale, ma pensiamo anche al modo in cui quella macchina deve essere prodotta, con quali processi industriali. Ad esempio – aggiunge Paolo Merlo – l’e-worker ci ha costretto a fare investimenti in una piattaforma produttiva nuova, che è appunto quella dell’elettrico. Ciò comporta che, non volendo delegare alcuna fase della lavorazione, dobbiamo farci carico di un processo molto più ampio e strutturato». Oltre alla fase produttiva, la casa di Cervasca gestisce in modo diretto anche la distribuzione, demandata (“tranne casi particolari”, precisa il presidente del Gruppo) ad una rete composta da otto filiali e da seicento tra concessionari e distributori contrattualizzati, e da centri di assistenza post vendita autorizzati.

Gruppo Merlo: spirito di squadra. Se si considera che la gamma comprende più di 190 modelli, varianti incluse, si comprende bene la complessità dei cicli produttivi. Questo ha richiesto all’azienda di ottimizzare anche la propria struttura organizzativa, configurandosi appunto come Gruppo industriale composto da diverse realtà integrate, ciascuna delle quali dotata di specifiche competenze. Entrando nel dettaglio Merlo e TreEmme sono specializzate nella realizzazione di equipaggiamenti per il settore primario e per quello delle costruzioni (tra cui, sollevatori telescopici, dumper, mezzi forestali), mentre Tecno Industriale Merlo si occupa di veicoli commerciali, vedi in particolare i compattatori di rifiuti. Merlo Project e MGILAB, invece, curano rispettivamente la progettazione innovativa nel campo dei nuovi materiali ed in quello delle tecnologie idrauliche ed elettriche. A queste si aggiungono Movimatica, che progetta e sviluppa piattaforme per l’automazione industriale e sistemi per la gestione delle flotte (diagnostica, geofencing, reportistica, geolocalizzazione), e la già citata Merlo Academy, hub formativo del Gruppo.

Obiettivo 2029. La centralizzazione delle attività produttive e la forte integrazione tra le diverse realtà aziendali della galassia Merlo si è dimostrata essere una strategia industriale vincente anche alla luce dell’attuale congiuntura economica, perché – ad esempio – non espone il costruttore alle interruzioni delle catene di valore e al conseguente rischio di veder interrompere le forniture. Ad oggi i risultati premiano queste scelte di politica industriale. Nel 2025, un anno non facile per il mercato mondiale delle macchine agricole, il costruttore di Cervasca ha venduto ben 7.000 macchine, la maggior parte delle quali – il 78,5% – sui mercati esteri, in particolare Francia (17,3%), Germania (14,1%). Nord America (10,5%), Regno Unito (8,8%). La quota residua – il 21,5% – è stata invece assorbita dal mercato nazionale dove le vendite hanno raggiunto la soglia delle 1.500 unità. Oggi Merlo, che nel settore dei sollevatori telescopici detiene una quota di mercato mondiale pari all’8,6% (12,7% quella europea), è, come dichiarato dallo stesso costruttore, leader in Italia, Svezia, Canada e Finlandia. Sebbene l’azienda abbia visto un leggero calo dei ricavi nei passati dodici mesi (per il 2026 è previsto un incremento), le prospettive di medio periodo sono comunque positive e dovrebbero portare entro il 2029 ad un ulteriore consolidamento della casa cuneese sui mercati globali. L’obiettivo è ambizioso – incrementare del 30% la capacità dello stabilimento di Cervasca e portare a 10 mila unità la produzione annuale di macchine – ma il Gruppo Merlo ha già messo in campo le risorse umane e finanziarie per tagliare il traguardo.


Novità di prodotto per EIMA

In attesa della portata principale, che sarà ‘servita’ il prossimo novembre ad EIMA International, Merlo ha offerto un sostanzioso antipasto. I Turbofarmer TF38-42 sono stati aggiornati con la nuova griglia di protezione Fops Safe View, che amplia ancora di più la visuale sull’area di lavoro, e con i nuovi silent block, appositamente progettati per incrementare l’isolamento della cabina. Il restyling ha interessato anche il sistema di ingrassaggio con una soluzione ‘centralizzata’ tramite un set di ingrassatori posizionati nella parte anteriore della macchina. Telai più ampi, capacità di carico potenziata, movimenti cartesiani e funzione Set-Point (il braccio torna in una posizione pre-impostata) sono le principali implementazioni introdotte dal costruttore di Cervasca sui sollevatori telescopici rotativi Roto con sbraccio da 16 a 35 metri. Da segnalare, inoltre, su questa linea l’introduzione di un nuovo radiocomando con portata sino a 100 metri, che consente di gestire il mezzo in modo ancora più agevole e intuitivo. Riflettori puntati anche sul modello MM170RM, una macchina multifunzionale pensato per la manutenzione stradale e forestale. Alimentato da un propulsore Deutz Stage V da 170 cavalli, l’MM170RM si presenta con una cabina di nuova concezione che ottimizza la visuale sulle attrezzature frontali e laterali.

Gallery

I PIÙ LETTI degli ultimi numeri

GLI APPUNTAMENTI della meccanizzazione

22 - 24 settembre 2026 Egypt International Exhibition Center, Il Cairo (Egitto) SAHARA EXHIBITION
22 - 24 settembre 2026 Henty (Australia) HMFD
27 - 29 settembre 2026 Flanders Expo de Gand, Gent (Belgio) GREEN EXPO
28 set. - 1 ott. 2026 Expo Porte de Versailles, Parigi (Francia) BATIMAT
28 set. - 1 ott. 2026 Crocus Expo, Mosca (Russia) AGROPRODMASH
28 set. - 1 ott. 2026 Greater Noida, New Delhi (India) BAUMA CONEXPO INDIA