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Boom di vendite nel primo semestre 2021

Il “vecchio continente” archivia il primo semestre dell’anno con una crescita del 25% rispetto allo stesso periodo del 2020. La quasi totalità dei Paesi europei risulta in attivo. Sul mercato pesa l’incognita relativa alla crisi delle materie prime ma la domanda si mantiene su livelli elevati

a cura della Redazione
dicembre 2021 | Back

Tra gennaio e giugno il mercato europeo delle trattrici “ingrana la quinta”, mettendo a segno significativi incrementi rispetto allo stesso periodo del 2020. È quanto indicano i dati diffusi lo scorso ottobre dal Cema (l’associazione europea dei costruttori di macchine agricole), che confermano sostanzialmente i trend di crescita previsti per i singoli mercati nazionali.

Nel primo semestre 2021 le trattrici crescono del 25%. Dalla Spagna alla Norvegia, dalla Francia all’Irlanda, fino al Portogallo e all’Austria, tutti i Paesi del “vecchio continente”, tranne Serbia e Montenegro, chiudono il semestre in attivo. Il dato riferito all’Europa nel suo complesso (30 i Paesi censiti dal CEMA) registra nei primi sei mesi dell’anno un totale di 89 mila immatricolazioni di trattrici agricole propriamente dette, segnando +25,5% sul 2020, anno in cui ne sono state registrate oltre 70 mila. L’espansione del settore risulta ancora più pronunciata se si prendono in considerazione, oltre all’andamento dei trattori, anche le dinamiche relative a mezzi quali i sollevatori telescopici e ai cosiddetti ATV (All Terrain Vehicles). In questo caso – spiega una nota dell’associazione europea – il totale dei mezzi immatricolati nei primi sei mesi sale a 115 mila (+27%) rispetto ai 90 mila registrati nello stesso periodo del 2020.

Le perfomance dei mercati nazionali. Considerando i Paesi con un volume annuo di vendite superiore ai tremila mezzi, i mercati che fanno registrare i maggiori progressi sono quello polacco e finlandese (entrambi segnano +40% rispetto al 2020) dove nei primi sei mesi dell’anno sono state vendute rispettivamente 9.884 e 6.806 trattrici. Numeri da primato per la Svezia (+30% con 6.371 mezzi venduti), mentre Spagna (+29% con 5.744 unità) e Regno Unito (+28% con 7.785) si tengono su livelli leggermente inferiori a quelli del Paese scandinavo ma comunque superiori alla media europea. Crescono, anche Francia (+23% con 15.934 macchine vendute) e Germania (+15% in ragione di 17.164 unità immatricolate) che, insieme con l’Italia (+52% e 12.537 macchine), si confermano come i principali mercati del continente, totalizzando più della metà delle vendite europee riferite al primo semestre 2021. Tra i mercati minori, spiccano le performance della Repubblica Ceca (+33%), del Belgio (+27%), dell’Irlanda (+26%) e del Portogallo (+24%) mentre l’Ungheria non si discosta troppo dai volumi del 2020. In uno scenario caratterizzato da grande vivacità, gli unici Paesi in controtendenza sono la Serbia e il Montenegro che dimezzano le vendite di trattrici rispetto ai primi sei mesi dello scorso anno.

Le prospettive per fine anno. Secondo il CEMA, le condizioni che in questi mesi hanno contribuito alla forte crescita del mercato europeo – prima fra tutte la necessità di garantire la continuità degli approvvigionamenti durante l’emergenza sanitaria e di soddisfare una domanda di derrate alimentari sempre più elevata – dovrebbero continuare a sussistere anche nel secondo semestre, determinando così un bilancio di fine anno in attivo. Gli ultimi mesi del 2021, avverte il CEMA, potrebbero tuttavia vedere un ridimensionamento del giro d’affari complessivo a causa del perdurante problema relativo alla scarsità delle materie prime e al conseguente aumento dei prezzi delle commodity. Stando alle rilevazioni dell’ultimo Business Barometer, l’indagine di clima condotta lo scorso ottobre tra i costruttori che aderiscono all’associazione europea, gli indicatori di mercato risultano in lieve calo rispetto ai massimi raggiunti nei mesi di maggio e giugno, mentre rispetto ad agosto aumenta sensibilmente (+10%) il numero di aziende che esprime un parere negativo sull’andamento del proprio business. Il peggioramento di scenario, tuttavia, è relativo poiché un’ampia maggioranza di costruttori il 63%, prevede per i mesi successivi un un’espansione del proprio giro d’affari.

Tecnologie per l’agricoltura, una domanda ancora elevata. Due fattori condizionano la futura evoluzione del comparto. Da un lato il mercato deve fare fronte alla crisi delle materie prime, che sta mettendo a dura prova la capacità produttiva dell’industria agromeccanica europea – alcune fabbriche hanno programmato stop temporanei di produzione – dall’altro è stimolato da una domanda di tecnologie per l’agricoltura, che gli operatori del settore prevedono mantenersi su livelli elevati, soprattutto nei Paesi dell’Europa centrale e orientale. Nell’Europa dell’Est, il ruolo di “osservati speciali” spetta ai mercati dell’ex blocco sovietico, che nei prossimi mesi – secondo il CEMA – dovrebbero registrare le migliori performance e che potrebbero quindi rappresentare un importante volano per il comparto della meccanica agricola europea.

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