
Strategie di investimento per le aziende italiane nei mercati ASEAN
La pianificazione del business, diversa a seconda che si tratti di una presenza diretta nel Paese o di una iniziativa finalizzata all’esportazione, deve poggiarsi sia sulle competenze interne all’azienda sia sul supporto di società specializzate
La presenza italiana nei mercati ASEAN è piuttosto eterogenea dal punto di vista settoriale, pertanto l’approccio commerciale è fortemente collegato al prodotto trattato dal nostro esportatore. Sul piano delle strategie d’impresa è opportuno distinguere le iniziative imprenditoriali finalizzate all’esportazione (ed all’import) da quelle che si pongono l’obiettivo di una presenza diretta nell’area e quindi di un investimento diretto estero. Per le attività di esportazione nel Sud est Asiatico come negli altri mercati extra-UE ed extra-mediterranei è opportuno pianificare le attività in modo accurato, tenendo conto di differenti aspetti non sempre riconducibili alle prassi dei mercati a noi più vicini e noti. In sostanza, occorre approfondire preliminarmente le procedure amministrative (quali, ad esempio, dazi applicati, eventuali licenze necessarie, certificazioni richieste, requisiti di conformità e di etichettatura) che regolano l’importazione dei propri prodotti o la presenza di normative che impongano una quota di contenuto locale incorporato nel bene. Un insieme di attività, questo, che può essere definito di export compliance. Un altro aspetto di rilievo, anche alla luce delle citate turbolenze sulle rotte commerciali, è l’assistenza di un partner specializzato verso questi mercati per quanto attiene al trasporto ed alla logistica. La pianificazione del business deve quindi avvenire sia sfruttando le competenze interne all’azienda, sia con il supporto di società specializzate, meglio se presenti direttamente nell’area.
Anche per la diversità dei sistemi normativi, un punto di attenzione da curare fin dalle prime fasi delle iniziative commerciali è quello legale. Formalismo e complessità burocratica, caratteristici di questi mercati, suggeriscono l’assistenza legale nella formulazione dei contratti, specie con riguardo alla protezione della proprietà intellettuale ed alle clausole di risoluzione delle controversie. Quest’ultimo tema ha avuto particolare attenzione nel 2025 quando l’introduzione dei nuovi dazi USA (o la sua previsione) ha impattato direttamente sulle singole spedizioni, con tariffe previste all’imbarco che avrebbero potuto essere completamente diverse dopo 40 giorni di navigazione. In questo caso i legali hanno ritenuto arduo invocare la forza maggiore per la risoluzione del contratto ed hanno suggerito l’inserimento di una specifica clausola di risoluzione. Le esperienze di successo di aziende italiane nella regione ASEAN indicano però che la presenza diretta su questi mercati rappresenta l’opzione più efficace. I consumatori e gli imprenditori di questi Paesi apprezzano molto il contatto diretto ed il riferimento della società sul mercato locale. Evidentemente si tratta di una scelta che – anche per l’impegno finanziario richiesto – va attentamente pianificata, magari dopo una fase iniziale di pura attività di export (o import). In considerazione dell’impegno finanziario e delle dimensioni del mercato Sud-est asiatico, tale scelta dovrebbe essere affrontata in ottica regionale guardando a più Paesi dell’area, anche perché recenti stime di banche internazionali prevedono una ulteriore crescita del commercio intra-Asia (ora parti al 60% del totale). Queste considerazioni riguardano sia il caso di una presenza diretta di tipo commerciale e di assistenza post vendita, sia il caso di una presenza industriale (collaborazione produttiva). Oltre agli aspetti commerciali e di rafforzamento delle relazioni d’affari, la costituzione di una società in loco comporta spesso ulteriori vantaggi, relativi – ad esempio – a benefici fiscali, alla riduzione dei costi bancari, alla possibilità di accedere al credito direttamente in loco, ad una semplificazione delle procedure burocratiche per il rilascio delle licenze o per le attività doganali.









